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Molti dei problemi che affliggono privati e imprese potrebbero essere facilmente scongiurati oggigiorno se scomparisse la tendenza a cercare soluzioni su Google.

Questa tendenza si è ormai sviluppata in ogni settore, ma nel campo del diritto il “fai da te” tocca punte massime e riguarda in particolar modo le realtà in cui i problemi sono più frequenti: le aziende.

L’erronea convinzione che il giurista si limiti a padroneggiare le norme porta spesso a credere che sia sufficiente individuare quelle adatte al caso specifico per risolvere un problema, senza dover ricorrere alla competenza di consulente legale.

Ma la realtà dei fatti in una società così complessa come quella moderna dimostra che, senza averne le competenze, è difficile persino identificare l’insorgere di un problema legale; figuriamoci individuarne la soluzione.

Il mondo è in continua evoluzione e gli operatori economici devono affrontare sfide fino a ieri impensabili.

L’innovazione prodotta dallo sviluppo digitale sembra inarrestabile e la tecnologia stravolge il modo di fare impresa; i mercati sono sempre più difficili da interpretare, la concorrenza ha dimensione globale, le aziende delocalizzano; anche lo stesso scenario legale, a causa del sensibile incremento di norme e leggi, diventa sempre più complesso.

Se la funzione dell’avvocato, in quanto consulente, era ieri limitata all’assistenza sugli aspetti legali e normativi dell’attività di impresa, il suo ruolo non è più limitato ad analizzare i risvolti di pertinenza squisitamente giuridica delle attività aziendali: la sua figura diventa sempre più determinante per le aziende, che si trovano a dover concentrare grossi sforzi nella gestione dei rischi legali collegati con il business.

Può accadere che un cliente si trovi a dover gestire la crisi generata da un contenzioso non solo dal punto di vista giuridico, ma anche mediatico-comunicativo, allorché la circolazione di notizie o di commenti sul web possa provocargli un danno di immagine.

L’avvocato, in tal caso, non può limitarsi a padroneggiare la sola dimensione giuridica delle questioni, ma deve anche conoscere le dinamiche comunicative del web per poter ben consigliare il proprio cliente e fornirgli elementi utili per operare scelte anche sul medio-lungo periodo.

Inoltre, il professionista forense deve essere esperto anche di comunicazione e di relazione. L’approccio del cliente nei confronti del consulente è oggi sensibilmente cambiato: se una volta ci si affidava ciecamente alle decisioni indiscutibili dell’avvocato, oggi il cliente vuole capire, sapere e decidere. Vuole stare al centro dell’attenzione, essere ascoltato, seguito, compreso.

L’avvocato deve oggi possedere non solo competenze giuridiche, ma anche di business e tecnologiche.

Animato da questa consapevolezza e dall’esperienza maturata nell’assistenza alle imprese individuali e di piccole dimensioni, tipica del tessuto sociale e imprenditoriale della comunità di appartenenza, lo studio offre assistenza legale puntando a garantire una tutela effettiva e concreta attraverso l’elaborazione di una strategia tagliata perfettamente sulla specificità della clientela e di ogni singolo problema.

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Avv. Lucio Di Biase

Avvocato del foro di Lanciano, laurea in Giurisprudenza conseguita presso l’Università degli Studi di Teramo con discussione della tesi in diritto processuale civile “Rinuncia agli atti della parte intervenuta nel giudizio”, esercita la professione forense nell’ambito del diritto civile.